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Come da rituale da diversi anni a questa parte il “Comitato Festa della Gente di Mare” di Francavilla Angitola nella metà di luglio si appresta a festeggiare la figura del taumaturgo paolano. Un appuntamento da non perdere, che ormai sembra diventata tradizione. A ideare e mettere a moto tutta questa team force formata da diversi Comuni, Parrocchie di paesi diversi, Guardia Costiera, associazioni, ente Provincia e semplici cittadini, una figura veramente singolare, che accoglie sempre tutti col sorriso: Gianfranco Schiavone. Il semplice ed umile personaggio di Francavilla Angitola, originario della vicina Pizzo, da quando è stato miracolato da San Francesco, dopo esser stato sommerso da una montagna di terra riportata, uscendone completamente illeso, con la sua consueta simpatia ha riunito un sempre maggior numero di amici per creare delle manifestazioni per ricordare il Santo che con tanto amore lo aveva salvato. Quest’anno per il V centenario della morte di San Francesco si aspettano grandi festeggiamenti, con un programma ricco di appuntamenti distribuiti in tre giorni a partire da venerdì 13 luglio a Francavilla Angitola con l’arrivo delle Reliquie del Santo, provenienti da Paterno Calabro, convegno dedicato a S. Francesco di Paola nella chiesa di San Foca e l’estemporanea di pittura sulla figura del Santo. Il 14 luglio segue la traversata in onore di San Francesco con statua Madonna Pellegrina Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime di Paravati con partenza in motonave da Nicotera alle 7,45, alle ore 10,00 l’imbarco della statua della Madonna e partenza da Vibo Valentia Marina con arrivo a Fuscaldo con trasferimento al Convento dei Passionisti e alla casa della madre del Santo paolano, facendo ritorno a Vibo Marina verso le ore 21,30. Si concludono i festeggiamenti domenica 15 luglio, con la Messa solenne nella chiesa di San Foca di Francavilla Angitola alle ore 11,00. Segue la benedizione nella chiesa di San Francesco in Pizzo con la processione a mare dalla Marina alla località Calamaio 2. Verso le ore 19,00 è previsto il trasferimento delle reliquie in Contrada Olivara del paese del Drago con saluto delle Autorità, presentazione della scultura ad opera dell’artista locale Farina. Chiude il tutto lo spettacolo del gruppo folk i “Tarantuli” di Gasperina ed i fuochi d’artificio. Tutto questo contornato da preghiere e canti religiosi. Queste varie manifestazioni sono occasioni cariche di significato che arricchiscono il messaggio centrale dell’evento. Esso ci riporta all’origine mistica e contemplativa del Santo che più di tutti ha incarnato virtù e valori della sua gente. Infatti, il Santo rappresenta una sintesi magistrale di due ricchezze: umana e spirituale, che si ripropongono nell’oggi a quanti guardano a Francesco non solo in maniera devozionale, ma più profondamente esistenziale. Come scrive Monsignor Nunnari, Le tracce lasciate da lui possono così battere il cammino dell’uomo contemporaneo. In un mondo che evidenzia tante fragilità e che sperimenta una forte crisi dei valori, Francesco si propone come colui che con impegno e sacrificio ha costruito una personalità forte, affrontando la via con coraggio, ponendo davanti ai suoi occhi nobili ideali per i quali spendersi anche a costo di rinunce ed ardue sfide. Egli continua ad affascinarci in questa nostra epoca così ballerina dove si insegue il vincitore, lottando contro le ingiustizie cercando il bene sopra ogni cosa, San Francesco è stato sempre un uomo di comunione. Richiamando con forza i responsabili del male, li esortava alla conversione. Egli ha cercato sempre pace, unità e riconciliazione, non ha mai diviso gli animi. E su questi valori umani primeggia il sole dell’amore di Dio, quello seguito anche dal signor Gianfranco, pacifico e singolare personaggio di Francavilla, che interiorizzando gli insegnamenti di umiltà del Santo tanto amato da lui, crea dei bei momenti di incontro e di preghiera fra centinaia di fedeli della provincia di Vibo Valentia e non solo. Amate la pace – scriveva San Francesco – perché è molto meglio di qualsiasi tesoro che i popoli possono avere. Carmensissi Malferà
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