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La data del 2 aprile, ci ricorda che siamo nel cuore delle celebrazioni del V Centenario della morte di S. Francesco di Paola (27 marzo 1416 – 2 aprile 1507), il figlio più illustre della Calabria, Fondatore dell’Ordine di Minimi, Patrono della Calabria e della gente di mare. Santo conosciuto, riverito, cercato, amato, la cui devozione e figura hanno oltrepassato i confini regionali, nazionali: è venerato in tutto il mondo. Pur essendo eremita è stato sul palcoscenico del tempo e della storia, dinanzi all’attenzione degli uomini, piccoli e grandi, semplici e dotti, sudditi e potenti, in Italia e in Francia. Dopo morte il suo messaggio si è sparso, attraverso la diffusione dell’Ordine lungo cinque secoli: è storia che ha lasciato una traccia fino a noi che intendiamo proseguire e rendere attuale. Ecco il perché del Centenario.
Per noi cristiani la memoria richiama e motiva anzitutto la celebrazione liturgica della nostra fede: commemorare S. Francesco è riportarci ai piedi del mistero di Cristo Crocifisso e Risorto, per sperimentare la bontà di Dio. Francesco è esempio di quanto la grazia fa nell’uomo: è possibile essere santi; non è opera titanica, né utopica. Nello stesso tempo, Francesco, con la sua vita e doni, proprio perché opera dello Spirito Santo, è un patrimonio destinato a tutti. Perciò a noi si propone come una autentica testimonianza evangelica ricca di valori umani e cristiani capaci di scuotere e incidere nella nostra società. Riandare al passato, per noi, figli, terziari, è riconoscere le radici, è rivedere la storia della nostra famiglia non per uno sguardo contemplativo o autocelebrativo, ma per rafforzare l’identità e proiettarci nel futuro, forti e carichi del messaggio spirituale lasciatoci dal nostro Padre e Fondatore. S. Francesco ha fondato l’Ordine dei Minimi, frati, monache e terziari: la memoria della sua morte ci offre l’occasione di ristudiare la sua opera e missione e di inculturare il suo messaggio nell’oggi e di essere noi nel nostro tempo, seme per tanti che sono alla ricerca di Dio e luce per i penitenti. Si, perché la morte di Francesco salda la sua storia con quella del suo Ordine. Significativa è la coincidenza del Centenario con l’approvazione della IV Regola (26 luglio 1506) scritta da S. Francesco per noi suoi frati. La memoria della sua morte diventa occasione non solo per un approccio più familiare e immediato con le tante opere, note e o meno, ma per arricchire quel patrimonio artistico con nuove che rivelano l’attualità e la forza propulsiva del messaggio di S. Francesco. Invito tutti a rispondere all’appello di questo Centenario. In fondo si chiede di entrare in quel flusso e movimento di persone che fin dall’inizio si sono lasciati coinvolgere dalla vita, dal messaggio e dalla spiritualità di questo grande uomo e santo: “accorreva da lui numerose genti da tutte le contrade”… E come allora anche noi si possa sperimentare benefica la vicinanza e la compagnia dell’uomo di Dio, per essere a nostra volta segno di speranza per la nostra società. In questo contesto, plaudo di cuore l’iniziativa di questa rivista della Provincia di Cosenza, che ha il pregio di raggiungere un vasto bacino di utenza, in primis i nostri emigranti, che con grande interesse e nostalgia, seguono le iniziative del Quinto Centenario alcune delle quali nate proprio dal loro amore mai mutato per la terra d’origine, per i valori propri della gente di Calabria, per il Santo nel quale si riconoscono ed identificano. A loro in maniera particolare, il saluto e l’affetto mio personale e di tutti i figli di San Francesco di Paola. Mentre ringrazio il Presidente Oliverio e quanti con lui hanno collaborato perché questo numero speciale della rivista potesse vedere la luce, auguro a questa pubblicazione il sereno conseguimento degli obiettivi che si prefigge insieme al successo che merita. Su tutti invoco solerte l’intercessione e la protezione di San Francesco, con le sue stesse parole: “ Vi accompagni sempre, la grazia e la pace di Gesù Cristo benedetto, che è il più grande ed il più prezioso di tutti i doni”. Tours, 27 marzo 2007 P. Francesco Marinelli Correttore Generale dell’Ordine dei minimi |