Natuzza disse: San Francesco di Paola amico mio

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Ultima preghiera di San Francesco

« O mio Signore Gesù Cristo! O buon Pastore, conserva i giusti,

giustifica i peccatori, abbi misericordia dei fedeli defunti

e sii propizio a me, miserabilissimo peccatore. Amen».

 
San Francesco, un uomo di pace e comunione

Non so se la celebrazione in corso del V Centenario della morte di San Francesco di Paola sia una risposta adeguata alle attese della gente di Calabria. Si è anche scritto e si è detto che alcune occasioni cariche di significato sono state disattese. Non certamente il messaggio centrale dell’evento. Esso ci riporta all’origine mistica e contemplativa del Santo che più di tutti ha incarnato virtù e valori della sua gente. Infatti, il Santo rappresenta una sintesi magistrale di due ricchezze: umana e spirituale, che si ripropongono nell’oggi a quanti guardano a Francesco non solo in maniera devozionale, ma più profondamente esistenziale. Le tracce lasciate da lui possono così battere il cammino dell’uomo contemporaneo. Scrivendo ai seimila giovani presenti a Paola lo scorso 25 febbraio, presentavo alcuni punti nodali della sua testimonianza di uomo e di cristiano, che brevemente mi piace richiamare. Innanzitutto, in un mondo che evidenzia tante fragilità e che sperimenta una forte crisi dei valori, Francesco si propone come colui che con impegno e sacrificio ha costruito una personalità forte, affrontando la vita con coraggio, ponendo davanti ai suoi occhi nobili ideali per i quali spendersi anche a costo di rinunce ed ardue sfide. Egli continua ad affascinarci in questa nostra epoca così “ballerina” dove si insegue il vincitore. Ci conquista per la sua granitica coerenza di uomo tutto di un pezzo che non cede a compromessi di alcun genere, osando affrontare senza mai assumere i toni della ribellione, l’autorità politica del tempo, quando palesemente ignorava la giustizia e i diritti della persona. Anche dinanzi all’ autorità religiosa è rimasto fermo e deciso nel chiedere umilmente l’assenso al proprio progetto di vita. Nel lottare contro le ingiustizie e nel cercare il bene sopra ogni cosa è stato sempre un uomo di comunione. Richiamando con forza i responsabili del male, li esortava alla conversione. Egli ha cercato sempre pace, unità e riconciliazione; non ha mai diviso gli animi. Su questi valori umani primeggiava il sole dell’amore di Dio. La forza interiore che lo ha visto protagonista eccellente del proprio tempo è stata innanzitutto la ricerca appassionata di Dio. Il contemplativo del Dio-amore: Deus caritas est. Un amore contemplato e donato ai fratelli.

Mons. Salvatore Nunnari
Arcivescovo Metropolita di Cosenza- Bisignano

 
V Centenario della morte
La data del 2 aprile, ci ricorda che siamo nel cuore delle celebrazioni del V Centenario della morte di S. Francesco di Paola (27 marzo 1416 – 2 aprile 1507), il figlio più illustre della Calabria, Fondatore dell’Ordine di Minimi, Patrono della Calabria e della gente di mare. Santo conosciuto, riverito, cercato, amato, la cui devozione e figura hanno oltrepassato i confini regionali, nazionali: è venerato in tutto il mondo. Pur essendo eremita è stato sul palcoscenico del tempo e della storia, dinanzi all’attenzione degli uomini, piccoli e grandi, semplici e dotti, sudditi e potenti, in Italia e in Francia. Dopo morte il suo messaggio si è sparso, attraverso la diffusione dell’Ordine lungo cinque secoli: è storia che ha lasciato una traccia fino a noi che intendiamo proseguire e rendere attuale. Ecco il perché del Centenario.
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